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La Filt Cgil Milano e Lombardia ha proclamato per lunedì 30 marzo 2026 uno sciopero di 8 ore, per l’intera prestazione lavorativa, delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nel sito Uit1 di Amazon City Logistica, dipendenti delle aziende For Services S.r.l. e Last Mile Solutions S.r.l..

In occasione della mobilitazione, dalle ore 8 si terrà un presidio davanti al magazzino di via Aurelio Nicolodi 11, a Milano.

La protesta arriva dopo l’apertura dello stato di agitazione e dopo settimane in cui le richieste avanzate da lavoratrici, lavoratori e organizzazione sindacale non hanno ricevuto risposte soddisfacenti da parte delle aziende coinvolte. Al centro della vertenza c’è innanzitutto la richiesta di aprire una contrattazione di secondo livello, che riconosca pienamente la professionalità di chi ogni giorno garantisce il servizio e che consenta di superare le disparità di trattamento oggi esistenti dentro la filiera Amazon.

Secondo la Filt Cgil Milano e Lombardia, non è più accettabile che nel medesimo ecosistema produttivo continuino a esistere condizioni diverse tra lavoratrici e lavoratori che svolgono attività analoghe. Per questo il sindacato chiede un accordo che migliori il trattamento economico e valorizzi gli elementi specifici del lavoro dei driver, come già avviene in altre realtà del settore.

Accanto a questo, restano aperte anche altre questioni fondamentali: la corretta applicazione del contratto nazionale e della normativa, in particolare per quanto riguarda la gestione dei danni ai mezzi, i procedimenti disciplinari e il corretto trattamento economico e normativo. Si tratta di temi che incidono direttamente sulla qualità del lavoro e sulle condizioni quotidiane di chi opera nel sito.

Per la Filt Cgil Milano e Lombardia, l’indisponibilità mostrata dalle aziende ad avviare un confronto reale e il permanere delle problematiche già segnalate hanno determinato un progressivo peggioramento delle relazioni sindacali e del clima di lavoro, fino a rendere inevitabile la mobilitazione.

Lo sciopero del 30 marzo vuole quindi essere un segnale chiaro: lavoratrici e lavoratori chiedono rispetto, diritti, correttezza nell’applicazione delle regole e il riconoscimento della loro professionalità. Con il presidio davanti al magazzino di Milano, la mobilitazione porterà all’esterno una vertenza che riguarda non solo le condizioni di chi lavora nell’ultimo miglio, ma anche il modello di relazioni industriali dentro una delle filiere più importanti della logistica.