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Come rider e rappresentanti sindacali in Just Eat della FILT-CGIL di Milano e della Lombardia esprimiamo vicinanza, sostegno e solidarietà alle colleghe e ai colleghi di Deliveroo che il 17 febbraio hanno scioperato contro lo sfruttamento a cui sono quotidianamente sottoposti da anni.

Una solidarietà che estendiamo a tutte e tutti i rider di Glovo e di qualunque altra piattaforma che continui a basare il proprio modello sul pagamento a cottimo e sulla compressione dei diritti.

La mobilitazione davanti alla sede Deliveroo

La protesta, promossa da NIdiL-CGIL di Varese, Torino, Novara e VCO, non è stata un episodio isolato ma l’ennesima iniziativa di lavoratrici e lavoratori che da tempo denunciano condizioni inaccettabili. Una delegazione di rider ha presidato la sede di Deliveroo a Milano, in via Carlo Bo, con un gesto simbolico ma chiaro: non consegnare una pizza o del sushi, ma consegnare richieste precise.

Le rivendicazioni sono nette:

  • compensi congrui;

  • superamento della precarietà;

  • trasparenza nella gestione e nell’attribuzione degli ordini;

  • maggiore sicurezza sul lavoro, a partire dalla riduzione delle distanze da percorrere per ogni singolo ordine;

  • risposte concrete e risolutive alle numerose anomalie segnalate da tempo e rimaste senza riscontro.

Richieste che la FILT-CGIL sostiene con convinzione.

Due fatti che rafforzano le rivendicazioni

Le rivendicazioni dell* rider acquistano ancora più forza alla luce di due fatti di grande rilevanza avvenuti negli ultimi giorni.

Il primo riguarda Glovo-Foodinho, posta sotto controllo giudiziario a seguito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano per sfruttamento. Dall’indagine emerge un sistema di paghe da fame – tra i 2 e i 4 euro l’ora di media – ben al di sotto della soglia di povertà e riconducibile a un regime di caporalato.

All’Amministratore giudiziario è stato conferito, tra gli altri, il mandato di regolarizzare le circa 40.000 persone che lavorano per Glovo, riconoscendo loro la titolarità di tutti i diritti e di tutte le tutele proprie del lavoro dipendente.

Il secondo elemento riguarda Just Eat, dove è stato rinnovato con FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL Trasporti l’Accordo Integrativo Aziendale che dal 2021 inquadra i rider come lavoratrici e lavoratori dipendenti, applicando il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.

Oggi una persona rider Just Eat percepisce una retribuzione oraria che va da circa 9 euro a oltre 11 euro, in base all’anzianità e al mezzo utilizzato, e beneficia di tutti gli istituti previsti dalla legge e dal contratto: tredicesima, quattordicesima, TFR, indennità di malattia e infortunio, ferie e permessi retribuiti, congedi per maternità e paternità, permessi ex legge 104.

Non meno importante è la possibilità di costituire rappresentanze sindacali aziendali ed eleggere i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza.

Un modello possibile

Il rinnovo dell’accordo Just Eat garantisce continuità a un modello che, pur subendo una pesante concorrenza sleale da parte delle altre piattaforme, dimostra da anni che è possibile fare impresa nel food delivery riconoscendo all* rider tutti i diritti e tutte le tutele previste dalla legge e dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Non esiste più alcuna giustificazione per Glovo e Deliveroo nel continuare a insistere con la barbarie del pagamento a cottimo e con il risparmio sul costo del lavoro costruito sulla precarietà.

Non esiste più alcuna giustificazione neppure per il continuo tergiversare della politica, che deve assumersi le proprie responsabilità introducendo norme chiare e realmente tutelanti per chi lavora sulle piattaforme digitali, a partire dal recepimento della direttiva europea sul lavoro nelle piattaforme.

La battaglia dell* rider non è solo una vertenza di categoria: è una questione di dignità del lavoro e di giustizia sociale.