La riforma della giustizia proposta dal Governo e sottoposta a referendum confermativo rappresenta una scelta politica profonda sul funzionamento dello Stato e sull’equilibrio dei poteri. Per questo motivo, la Filt CGIL Milano e Lombardia ritiene fondamentale che lavoratrici, lavoratori e cittadine e cittadini siano informati in modo chiaro sui contenuti della riforma e sulle sue possibili conseguenze per la democrazia, lo stato di diritto e il mondo del lavoro.
Il referendum riguarda modifiche costituzionali introdotte dalla cosiddetta riforma Nordio, che puntano, tra l’altro, a separare rigidamente le carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri e a rimodellare gli organi di autogoverno della magistratura. Secondo chi sostiene il NO, questi cambiamenti non affrontano i veri problemi della giustizia italiana – come ritardi processuali, carenze di personale e condizioni operative – e rischiano invece di indebolire l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario.
Le ragioni per votare NO
1. Non risolve i problemi reali della giustizia
La riforma non interviene sulle cause strutturali dei ritardi processuali né affronta le carenze di personale e risorse negli uffici giudiziari, condizioni che continuiamo a denunciare da anni.
2. Rischio di indebolimento dell’indipendenza giudiziaria
La separazione rigida delle carriere e il nuovo assetto degli organi di autogoverno possono esporre la magistratura a condizionamenti politici, riducendo le garanzie di imparzialità che la Costituzione tutela.
3. Perdita di equilibrio tra i poteri dello Stato
Per la prima volta nella storia repubblicana un intervento costituzionale modificherebbe profondamente l’assetto di un potere dello Stato su iniziativa esclusiva dell’esecutivo senza un dibattito pubblico ampio.
4. Minori garanzie per i cittadini e i lavoratori
Una magistratura più esposta alle pressioni politiche può avere ricadute negative sulla tutela dei diritti, anche nei casi che riguardano diritti sul lavoro, infortuni, discriminazioni e violazioni contrattuali.
5. Campagna del Comitato “Società Civile per il NO”
La campagna referendaria promossa da associazioni della società civile, personalità della cultura e soggetti sindacali – tra cui CGIL, ANPI, Libera – rilancia l’appello a votare NO come forma di difesa dell’autonomia della giustizia e della democrazia.
Filt CGIL Milano e Lombardia: informazione, partecipazione e democrazia
Per la Filt CGIL Milano e Lombardia, informare e spiegare ai lavoratori e alle lavoratrici cosa è in gioco è un dovere sindacale e civico. La tutela dei diritti, la certezza del diritto, l’eguaglianza davanti alla legge e l’indipendenza della magistratura sono pilastri essenziali per una società democratica in cui il lavoro e i diritti sono effettivamente protetti.
Per questo motivo invitiamo tutte e tutti a partecipare al dibattito pubblico, ad approfondire i contenuti del referendum e ad andare a votare NO. Informarsi è il primo passo per difendere diritti e democrazia.